STUDIO rené alba glocal solutions for career & hr staffing projects in lifestyle industry MILANO CASE STUDIES                                                                                                         back LA DIFFICOLTA’ DI ESSERE I MIGLIORI  ____________________________________________ Erano passati due anni, ma questo luxury brand cliente con sede a Milano faceva molta fatica a  trovare un Merchandising Manager nonostante gli sforzi del dipartimento risorse umane e le  notevoli capacità e risorse messe a disposizione, così dopo tutte queste energie e tempo  dedicato mi viene dato il mandato.  Non vi era un problema di attracting in quanto si trattava di uno dei marchi più interessanti e  desiderati al mondo, chiunque ci sarebbe andato, ma loro cercavano il meglio, qualcosa che gli  potesse stupire e che potesse trovare un buon fit con struttura organizzativa e dinamiche  interne. Era il periodo natalizio e per caso, dopo pochi giorni dall’inizio dei lavori, riuscii ad incontrare  nel mio studio una Buyer e MKT Manager UK di un brand molto blasonato, lei era italiana, ma  viveva e lavorava a Londra e in quel momento si trovava in Italia per trascorrere le festività con i  parenti.   Mi convinsi che era una persona da presentare, il cliente però inizialmente non desiderò  incontrarla: loro chiedevano una Merchandiser di collezione non una Buyer.  Eppure sotto mia premura e cinque colloqui di presentazione organizzati tra Londra e Milano ci  fu il lieto fine che dura ancora ad oggi.  SELEZIONARE PER CAMBIARE (RE-BRANDING)  ____________________________________ Una sera conosco un CEO in un ristorante nel sud Italia, lavora per un brand di nicchia lifestyle  con posizionamento top di gamma la cui sede è a Milano. Mi racconta di come avesse ereditato un’azienda gestita da un fondatore creativo e votato a  dare sfogo alle proprie pulsioni creative, ma poco attendo alle dinamiche di business e mi parla  della difficoltà di trovare una giusta collocazione di mercato ad un prodotto di nicchia come il  suo. Di lì a poco mi commissionò una selezione per un Europe Commercial Manager e, da qui,  nacque uno scambio di idee continuo attraverso il quale venne ridefinita l’identità del brand  attraverso una concentrazione sul core business, eliminazione di una gamma di prodotti di  corollario e secondari pertanto minori investimenti su lanci di nuovi prodotti e più risorse da  investire nel core business, ridefinizione del tipo di distribuzione su cui impattare, investimenti in MKT e, creazione di uno spazio mentale e sucessivamente organizzativo per creare una nuova  struttura manageriale più in linea con la nuova vision. In queste nuove condizioni potemmo  inserire il commerciale idoneo. UN GRUPPO DI LAVORO CHE NON DECOLLA   ______________________________________ Viene chiesta una mia consulenza in un’organizzazione che non riesce a trovare una propria  identità ed uno specifico posto sul mercato. Il brand pare non veicolare nessun valore  comunicativo dotato di coerenza e basato su un pensiero organizzato, i progetti faticano a  partire, le energie sono spese male. Decido di incontrare il gruppo dei soci fondatori e di effettuare delle supervisioni in assetto  gruppale dove discutere dei problemi. Comprendo che la dinamica sotterranea che impedisce a questo gruppo-organizzazione di  funzionare produttivamente è dovuta al fatto che i soci quando decisero di fondare l’azienda lo  fecero sulla base di un desiderio di “fare gruppo”, idealizzando la dimensione gruppale,  simbiotica, dove tutti sono uguali fra di loro e qualsiasi movimento di differenziazione è vissuto  come una minaccia alla vita stessa del gruppo. Il lavoro che facemmo insieme fu quello di favorire i processi di differenziazione tra i membri e  fu così possibile trovare lo spazio per sviluppare una ripartizione chiara di ruoli e compiti.  CRISI DA CASSA INTEGRAZIONE  _________________________________________________ Fui contattato da una persona per un colloquio di career counseling, quando ricevetti il suo  curriculum mi accorsi che era un curriculum di un talento, trent’anni, vari MBA in Francia e  Spagna, esperienze nel MKT in multinazionali di primaria importanza e una crescita  professionale veloce e continua. Ma quando la incontrai mi disse che da pochi mesi era in mobilità in quanto la sua attuale  compagnia navigava in cattive acque.  Mi accorsi subito che era una persona che sapeva come muoversi nel mondo del mercato del  lavoro e compresi che la domanda tacita di quella richiesta di consulenza di carriera era una  domanda rispetto al proprio valore: “dottore, seondo lei valgo ancora qualcosa nonostante sia in cassa integrazione?” Durante il colloquio scoppiò in lacrime, viveva la cassa integrazione come un fallimento  catastrofico, era stata una persona totalmente orientata alla carriera e questo smacco le aveva  procurato dei turbamenti rispetto al proprio valore personale. Successivamente al primo colloquio, decidemmo di rivederci con cadenza settimanale e  lavorammo insieme per trovare il proprio valore per potersi confrontare in maniera meno  demoralizzante con gli eventuali ostacoli della vita.